Arrestato il boss Angelo Marino

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Non siamo soliti gioire per le miserie altrui e non siamo nemmeno felici di  sapere che c’è una persona in più rinchiusa in un carcere proprio per Natale, ma Angelo Marino non era proprio uno stinco di Santo.

Latitante dal luglio scorso, ricercato per associazione a delinquere di stampo camorristico, due omicidi.

Ma non è della sua persona che vorremmo parlare; vorremmo invece focalizzarci sulla dinamica della sua cattura. Uno dei 100 latitanti più ricercati d’italia dormiva in una villetta familiare con parenti e stava vivendo le sue feste come una persona qualunque, nella normale tranquillità. Non possiamo fare a meno di pensare che là fuori ci siano tutti gli altri 99 boss più ricercati d’Italia a fare più o meno lo stesso.

Non è possibile che nessuno sappia nulla! Un idraulico, un vicino, un vigile, un medico; persone comuni devono sapere qualcosa là fuori e se lo sanno vorremmo rievere queste segnalazioni. Noi vogliamo darvi la possibilità di farlo anonimamente, quindi se siete là fuori e sapete qualcosa, dite qualosa.

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Le mafie oggi: numeri

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Oggi Repubblica ha pubblicato un articolo che ci è sembrato interessante e volevamo riproporvelo.

Snocciola un po’ di dati significativi è il primo dato è quello che salta più all’occhio: di 279 procedimenti aperti dalla Dda di Roma solo 17 si sono rivelati riconducibili ad associazioni di stampo mafioso.

Questo fa pensare che la mafia sia sempre più frammentata. Non esistono più le grandi organizzazioni di un tempo ma piuttosto una realtà criminale molto più locale. Citiamo dall’articolo

“Lo conferma anche il rapporto Luiss. “Come mostrano le numerose richieste di misure cautelari, quella di Ostia sembra un tipo di organizzazione che impone il modus operandi descritto dall’articolo 416-bis del codice penale, che circoscrive le associazioni criminali di stampo mafioso – si legge – Non solo l’attuale configurazione della mafia ostiense rispecchia quella gerarchico-piramidale tipica di Cosa Nostra, ma vi è tutta una serie di attività che confermano come non si sia più di fronte a piccole associazioni dedite alla microcriminalità, bensì davanti a vere e proprie strutture che incarnano il modello mafioso, col controllo del territorio.”

Quindi non è più “microcriminalita disorganizzata” ma associazioni a delinquere che se pur piccole riescono a gestire un grosso giro d’affari e a controllare un territorio. Il tutto senza essere obbligatoriamente connesse ai grandi clan mafiosi.Il modus operandi le rende però passibili di 416-bis dal momento che sono in tutto e per tutto associazioni criminali di stampo mafioso. Un po’ come dire che c’è la Coca-Cola e poi ci sono le sottomarche che la copiano. Qui abbiamo a che fare con persone che si organizzano e danno vita ad associazioni mafiose come fossero startup.

Questo da uno spaccato della società che sembra voler diventare mafiosa. La nostra ricetta è quella di far nascere una moda inversa, di alimentare il più possibile la nascita di whistkeblowers che vogliano denunciare il comportamento mafioso delle persone. Noi crediamo che questo sia possibile dal momento che la mafia è visibile e le prove devono esistere. Le prove sono là fuori e prima o poi arriveranno sulla nostra piattaforma. Good hunting!

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Lirio Abbate è tra noi

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Nuntio vobis gaudium magnum habemus Lirio Abbate.

Lirio Abbate è tra noi e da ieri sera ha preso posto tra i riceventi di MafiaLeaks. Questa persona è stata per noi fonte d’ispirazione ed un modello da seguire. Siamo orgogliosi di averlo tra i riceventi. Avremmo voluto averlo fin dalla partenza ma non si poteva fare tutto.

Lirio Abbate è giornalista investigativo e scrittore, e sarà indispensabile per sciogliere il garbuglio intricato dietro al quale si nascondono le attività mafiose. Riponiamo la più grande stima e fiducia in lui e la sua persona è per noi il calssico esempio di persona fidata. Di lui ci piace il carattere, e il senso di comunità. Ci ricordiamo le sue parole quando cominciarono le prime intimidazioni:<<Io so, noi sappiamo chi sono i mafiosi e gli amici dei mafiosi o i loro protettori. Non ho, non abbiamo bisogno di attendere una sentenza o la parola della Cassazione o un’inchiesta giudiziaria perché penso che, prima della responsabilità penale, sempre eventuale, ci sia una responsabilità sociale e politica accertabile>>. Le parole “responsabilità sociale” sono quelle che ci piacciono di più, perchè crediamo che in quelle parole ci sia la chiave di volta che reggere il destino di ogni comunità: quando ogni cittadino si assume la responsabilità di combattere la mafia, questa svanisce. Anzi, è già svanita in noi nel momento stesso in cui decidiamo di dire “no”! Quando decidiamo di non volerla assecondare e non volerne far parte!
Ci piace immaginare le persone  unite, come parte di un unico coro. La mafia verrà sconfitta quando ci renderemo conto di essere molto meno divisi di quanto il sitema mafioso voglia farci credere. In questi giorni stiamo ricevendo le vostre segnalazioni e leggendole ci rendiamo conto che il sistema mafioso può reggersi solo grazie ad una ferrea omertà. Ma se l’omertà crolla, crolla la chiave di volta che la sorregge! Parlare della mafia vuol dire togliere i mattoni più bassi che la sorreggono e farla cadere come un gigante di terra cotta. Quando sarà caduta non ci resterà che guardarne ciò che resta. Lì ci renderemo conto che avevamo paura di una cosa stupida e vuota.

In fondo sono passati solo pochi giorni dal lancio di MafiaLeaks; il nostro obiettivo è quello di avere anche forze dell’odine e associazioni antimafia tra i riceventi entro fine mese. Per farlo abbiamo bisogno anche del vostro aiuto: vogliamo sapere chi vorreste tra i riceventi. Segnalateci sui social network e sul sito chi secondo voi dovrebbero essere le persone fidate nelle cui mani vorreste finissero le segnalazioni.

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Play a game @terradeifuochi

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Un mese fa, mentre stavamo lavorando allo sviluppo di MafiaLeaks, ci siamo imbattuti in un articolo di Repubblica che parlava della terra dei fuochi, potete trovarlo qui. Ci eravamo promessi che sarebbe stata la nostra prima prova.

Abbiamo trovato l’articolo interessante perchè specifico, e a noi piacciono le cose precise. L’articolo parla del comune di Cesa (Caserta) e vengono nominati un furgone bianco senza finestrini (che sversa frigoriferi spellati dei metalli costosi come l’alluminio e l’acciaio) e un’Audi 80 grigia station wagon (che lascia ritagli di stoffe e campionari di giacche e pantaloni di tutti i colori). Noi vorremmo trovare le targhe di queste due auto e sapere a chi appartengono.

Il gioco è aperto. Potete inviare foto delle auto o anche solo scriverne la targa.

Good hunting!

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L’informazione secondo Aaron Swartz

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Oggi è l’8 novembre, e questa è la foto di Aaron Swartz. Oggi non è il giorno della commemorazione della sua morte ma quello della sua nascita:  il suo ventisettesimo compleanno.

Dal momento che i compleanni sono giorni di gioia volevamo commemorarlo citando l’ultimo progetto nel quale si era cimentato prima di morire. Il progetto è ancora vivo, si chiama Strongbox e lo utilizza il settimanale New Yorker per la raccolta di segnalazioni anonime.

Anche Strongbox, come la piattaforma MafiaLeaks è raggiungibile solo tramite Tor, anche su Strongbox potete inviare un messaggio e potete fare l’upload di un file. E anche su Strongbox come su MafiaLeaks potete ritornare sulla segnalazione per dialogare con la Persona fidata che sta ricevendo le vostre informazioni.

In un’epoca in cui ognuno di noi porta con sé uno smartphone nella tasca dei pantaloni o nella borsetta, crediamo che la raccolta di segnalazioni sia solo una questione di tempo. La mafia agisce ogni giorno sotto gli occhi di tutti e fino ad ora è riuscita ad ad agire indisturbata facendo leva sull’intimidazione. Crediamo sia arrivato il momento di metterle i bastoni fra le ruote.

 

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Le “bocche de Leòn”

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Grazie a tutti per il supporto. Avevamo in piano di scrivere il secondo articolo domani, riguardante la raccolta di prove, ma a fine giornata lavorativa abbiamo pensato fosse giusto fare il punto della situazione.

La giornata è stata intensa e ne siamo felici. Abbiamo letto con interesse i commenti in rete e ci sentiamo di dire che li approviamo all’unanimità tutti. Ci tenevamo a ringraziare in particolar modo il Procuratore aggiunto Nicola Gratteri per la frase conclusiva dell’articolo di Repubblica:<<”Se mi arriva una segnalazione senza il mittente non apro un fascicolo. Al massimo, se il fatto è circostanziato, informo la polizia giudiziaria. Ma dietro l’anonimato spesso si nasconde chi ha vendette da consumare o vuole depistare”>>.

Questo è quello che bisogna fare e ci sentiamo in perfetta sintonia con la dichiarazione. Non sono le segnalazioni anonime a farci paura ma le segnalazioni finte. Per questo, fin dall’inizio abbiamo voluto suddividere le segnalazioni a seconda del loro valore: Whistleblowers, Vittime e “so qualcosa”. Solo le ultime possono essere inviate senza prove mentre le prime due devono essere avvalate da prove concrete.

Inoltre è giusto essere diffidenti di chi non si fa vedere e si cela dietro una mail. Ora spetta a noi dimostrare di essere credibili e per farlo chiamiamo a raccolta chiunque sia in possesso di prove vere e schiaccianti. Se queste prove arriveranno vorrà dire che sarà valsa la pena di mettere in piedi l’organizzazione.

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Manifesto

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Questa è MafiaLeaks e il suo scopo è quello di raccogliere informazioni riguardanti le attività mafiose direttamente dall’interno delle stesse.

MafiaLeaks vuole dare la possibilità di denunciare le attività mafiose in maniera anonima, proteggendo chi invia una segnalazione. L’obiettivo è sperimentare una tecnologia innovativa per riuscire ad abbattere il muro di omertà e di silenzio che protegge le associazioni di stampo mafioso.

Per farlo ci prefiggiamo di raccogliere qualsiasi segnalazione anonima proveniente da chiunque ne sia in possesso. Per noi non è importante l’identità del mittente ma la qualità del materiale.
Tutto il materiale inviato verrà automaticamente fatto pervenire nelle mani di “persone fidate” all’interno di Forze dell’ordine, giornalisti e associazioni antimafia.

Chiamiamo a raccolta tutti i cittadini: “se sai qualcosa, dì qualcosa”.

MafiaLeaks

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